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Myrmidia

La voce del popolano

“Tu non puoi capire, lei non è come gli altri dei. Lei ci capisce. Lei ha camminato tra noi. Lei ha sperimentato il nostro dolore ed è morta per noi. Lei non è come i tuoi dei indifferenti. Lei è Myrmidia!”

Il tomo dell'erudito

[…] mi cimentai con l’interessante studio della storia della guerra. Pensai fosse una materia tutto sommato semplice, ma quando scoprii che il Libro della Guerra di Myrmidia aveva la bellezza di ventisette diverse edizioni, in cinque lingue, ognuna curata e annotata da grandi generali e condottieri del passato, persi improvvisamente tutto il mio interesse. Myrmidia è la dea della guerra, ma anche di tutto ciò che ne concerne, dalla strategia al comando. Dovevo aspettarmelo.[…]

– dal diario di Schultz Gebberd,
cadetto nobile dell’Accademia Ufficiali dei PistolKorp di Nuln –

Secondo le leggende Bellona Myrmidia, dea della civiltà e della bellezza, si manifestò tre millenni or sono al mortale Tylos, capo delle tribù che un giorno avrebbero fondato le grandi nazioni di Tilea, e sotto i suoi consigli costruì una grandiosa città, tale da rivaleggiare con l’Altdorf dei giorni nostri; ma Tylos ebbro di potere e gloria tentò di rivaleggiare con gli dei, ordinando di costruire una torre immensa, così da raggiungere le dimore celesti. Vedendo tali follie Myrmidia abbandonò Tylos promettendo di ritornare solo quando il popolo avrebbe conosciuto nuovamente l’onore, e così fece oltre mezzo millennio dopo, non con l’aspetto di dea ma di semplice mortale. 

In un’era di grandi divisioni riunì tutti i popoli di Tilea ed Estalia sotto il suo stendardo combattendo numerose battaglie, rovesciando i tiranni e raddrizzando le grandi ingiustizie del suo tempo; ma quando ella ormai si apprestava a governare sul trono, appena incoronata, venne trafitta con un dardo avvelenato. Prima di spirare si fece condurre sulla sua nave ammiraglia e fece mollare gli ormeggi verso ovest, in modo da ricongiungersi con gli altri dei; inoltre come suo ultimo comando ordinò che da quel momento in avanti tutti la adorassero non solo come dea della civiltà, ma anche come dea della guerra. Da allora a fianco dell’antico testo sacro noto come  “Bellona Myrmidia”  si affiancò il  “Libro della Guerra”,  un commentario redatto da uno dei seguaci della dea in cui vennero trascritte tutte e venti le grandi battaglie combattute da Myrmidia e tutti i suoi insegnamenti. Secondo alcune leggende e credenze popolari Myrmidia è considerata come la figlia minore di Morr e Verena, mentre altre la dipingono come una divinità a sé stante, ma ad oggi il culto non ha trovato una soluzione a questa diatriba teologica, di cui inoltre pare interessarsi assai poco. Ciò che conta è la missione che la dea affida ai suoi fedeli e non le sue origini.

Simboli e precetti

Solo due sono i simboli che i seguaci di Myrmidia le associano, la lancia dietro uno scudo, rappresentante fortezza, prudenza e temperanza, e l’aquila, simbolo di onore e grazia. 

Questi sono i precetti seguiti dal culto di Myrmidia.

  • Agisci costantemente con onore e dignità. 
  • Rispetta i prigionieri di guerra. 
  • Non mostrare pietà verso i nemici dell’uomo. 
  • Onora i comandi e le lezioni del tuo generale. 
  • Disobbedisci ad un ordine solo se indispensabile per la salvaguardia del tuo onore

Il culto

Il culto di Myrmidia affonda le sue radici millenarie nelle terre di Tilea ed Estalia e anche nelle sanguinose terre dei Principati di Confine, mentre assai minore è la sua influenza a nord in Bretonnia, Kislev ed Impero; in quest’ultima nazione inoltre il culto viene apertamente osteggiato dai seguaci di Ulric, e in misura minore da quelli di Sigmar, i quali considerano Myrmidia una falsa dea, riconoscendo in Sigmar l’unico caso di ascensione alla divinità nella storia della razza umana. La struttura del culto è assai singolare, in quanto organizzata come un vero e proprio esercito di cui ogni ordine rappresenta una divisione, a sua volta ripartita in reggimenti e battaglioni a seconda delle regioni e dei templi; questa struttura è dovuta al forte credo del culto e alla sua missione di portare civiltà, saggezza e giustizia tramite la forza delle armi, la strategia e la disciplina. 

Una concausa di questa struttura è dovuta all’assidua presenza del culto nelle grandi campagne militari e crociate che si sono svolte e che tuttora si svolgono contro le forze degli arbiani, un potente popolo schiavista delle inesplorate terre del grande deserto del sud che saltuariamente tenta di conquistare e schiavizzare le genti di Tilea ed Estalia conducendo vere e proprie invasioni via mare. Sebbene molti al nord pensino che i ranghi della chiesa siano aperti solo alle genti di Tilea ed Estalia o ai veterani di guerra, tutti sono ben accetti all’interno del culto, a patto che decidano di seguire con estrema severità i dettami della dea, conducendo una vita marziale e frugale. 

Tutti i sacerdoti, uomini e donne, indossano tonache bianche senza cappuccio con ricamati i simboli della dea e, sebbene il popolino li raffiguri come maestri nell’uso della lancia, molti si addestrano e specializzano anche in altre tipologie di armi.

Gli ordini

Ordine del Sole Ardente

Quest’ordine cavalleresco è forse uno dei più conosciuti del Vecchio Mondo, reso celebre per le grandi capacità belliche e di comando dei suoi membri, tra cui si possono annoverare anche nobili di un certo calibro. 

Le sedi dell’ordine sono presenti in ogni nazione civilizzata e anche nell’ Impero gode di grande fama e presenza per le gesta dei cavalieri che combatterono al fianco dell’Imperatore Magnus il Pio contro le orde del pernicio. 

Ai nostri giorni il loro intervento viene richiesto durante le guerre contro gli arabiani e per contrastare le orde di pelleverde e uomini bestia, ma un loro contingente è incaricato di sorvegliare assiduamente le strade di pellegrinaggio che si dipanano dall’ impero verso Magritta, in Estalia, ove sorge il tempio principale del culto di Myrmidia. 

i cavalieri del sole ardente sono riconoscibili per le bellissime armature brunite dagli intarsi dorati, istoriate con il simbolo del sole a sedici raggi, al fine di richiamare così su di sé l’illuminazione di Myrmidia.

Ordine dell'Aquila

Si tratta di uno degli ordini più numerosi del culto di Myrmidia e tra i suoi ranghi si trovano i precettori migliori di tutto il Vecchio Mondo per quanto riguarda lo studio della strategia, della tattica e della disciplina. Nei loro templi si addestrano i più saggi sacerdoti e i migliori ufficiali che le nobiltà estaliane e tileane possano offrire, e diverse scuole di questo tipo si trovano anche nel sud dell’ Impero. I suoi membri sono soliti indossare tonache bianche e cappe blu bordate di rosso, e portano con fierezza il simbolo dell’aquila di Myrmidia, che rappresenta la loro capacità di leggere il campo di battaglia dall’alto librandosi come quel nobile rapace.

Ordine della Retta Lancia

Questo grande ordine ha sedi in tutto il Vecchio Mondo e i suoi membri fungono sia da guardiani dei templi e delle vie di pellegrinaggio che da portatori di giustizia; una parte di questi sacerdoti infatti decide di muovere per le travagliate strade del Vecchio Mondo al fine di debellare la tirannia e i soprusi, finanche nei più piccoli villaggi, e fungono da informatori e vedette per segnalare la presenza di situazioni più gravi che necessitano l’intervento di un numero maggiore di seguaci di Myrmidia. I sacerdoti dell’Ordine della Retta Lancia si vestono con tabarde bianche, ricamate con il simbolo della lancia dietro lo scudo, e proteggono i loro corpi con cotte di maglia e gambali di piastre.

Gli ordini minori

Il Benedetto Ordine della Vera Intuizione

L’Ordine della Vera Intuizione è poco numeroso e composto principalmente da donne al crepuscolo della loro vita, e recluta nuovi adepti unicamente tramite rigoroso invito delle alte sacerdotesse che ricevono in visione i volti e i nomi dei meritevoli; quest’ordine infatti è composto da oracoli o sedicenti tali che ricevono intuizioni di carattere strategico e militare dalla dea Myrmidia, specie in tempo di guerra, andando a rafforzare l’idea teologica che ella sia una figlia di Morr. I sacerdoti e le sacerdotesse ricevono le loro intuizioni oracolari durante profonde meditazioni in stanze rese fumose da incensi e con tavoli riempiti da pile di rapporti, mappe, scacchiere strategiche e tomi di strategia militare sui quali possono comprovare e testare ciò che la dea invia loro. I templi di questo ordine si trovano in luoghi remoti della Tilea e dell’ Estalia ma nell’ultimo paio di secoli ne è stato fondato uno anche nelle campagne di Nuln con il benestare dell’ accademia militare della città.

L'Ordine della Furia

Gli adepti di quest’ordine venerano in particolar modo uno dei grandi eroi che affiancarono la mortale Myrmidia nelle sue venti battaglie, una fanciulla che, libera dalle catene della schiavitù e sopravvissuta ad indicibili lutti e orrori, decise di obliare il suo nome e di votarsi alla vendetta sotto il nome di Furia. Nel  “Libro della Guerra”  si fa spesso menzione del suo nome e delle sue gesta, in particolare viene descritta la sua ultima battaglia sui monti Abrasko dove, con un piccolo numero di compagni, sconfisse un’intera orda di pelleverde perendo nella gloriosa impresa. 

In quel luogo adesso si trova il tempio principale dell’ordine, dove si raccolgono numerosi seguaci accomunati non solo dalla fede in Myrmidia ma anche da un passato difficile da cui vogliono ottenere rivalsa. mentre in Tilea ed Estalia l’ordine è composto principalmente da donne, nella sede di Delberz in Middenland, l’unica nell’ Impero, tutti i sacerdoti sono maschi.