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Il Caos

La voce del popolano

“Se il cacciatore non veniva al borgo, beh, non avrei mai saputo che la mia figliola era un mutante. Eh, lei gridava mentre quello la strascicava sulla pira. Ma… ma… se lo meritava… col fatto che aveva quegli strani bozzi sulla schiena e tutto il resto…”

Il tomo dell'erudito

[…] perché guardare verso nord in cerca del pernicio, quand’esso si trova tra di noi?. La stessa aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, i nostri vicini, perfino i nostri figli, tutti portano l’onta della corruzione. E che si manifesti ora o negli anni a venire, questo orrore alla fine si sveglierà, e ci consumerà tutti. Non esiste via di fuga amici miei, perché noi siamo persi e dannati […]

– trascrizione dall’interrogatorio di Argen Thurm, 
corrotto giustiziato –

Nota per il role-play

Ricorda sempre che le informazioni di questa pagina e delle altre riguardanti il caos e le sue manifestazioni sono utilizzabili in gioco, frammentarie, solo da chi possiede conoscenza demonologia o conoscenze analoghe. La maggior parte del popolino ha una paura atavica e ferale anche solo della parola caos, ed evita di averne la più piccola informazione, per evitare di essere bruciato o di impazzire e mutare; anche gli stessi cultisti degli dei oscuri non conoscono che una parte del loro credo e del male che venerano, e anzi certe volte non sono neppure consci di essere dei cultisti. L’erudizione sulle varie forme del pernicio è permessa solo a sacerdoti e maghi, che usano queste conoscenze proibite per proteggere al meglio i domini dell’uomo a scapito della loro sanità mentale e della loro anima.

Il caos e le sue divinità

La parola caos si riferisce ad una potente energia che ha origine su un diverso piano dell’esistenza, nota come reame del caos, o immaterium. Il reame del caos è una fonte di energia senza limiti, energia che è anche la materia che dà forma e sostanza alle divinità del caos, così come a tutta la magia. La più grande manifestazione del caos sono quattro creature dai poteri inimmaginabili e dalle mille risorse, degli dei, o più probabilmente demoni, che dominano il reame del caos e le infinite aberrazioni che lo abitano, e si dice prendano forza dai pensieri perniciosi e dagli istinti ferali delle creature che vivono nel Vecchio Mondo. Diversamente dall’energia grezza del caos che è materia in costante mutamento, senza intelletto o scopo, le divinità del caos hanno raggiunto intelligenza, personalità, e scopi propri, che tentano di raggiungere tramite i loro servi minori e i loro adoratori nel mondo mortale. Il caos è una forza enorme, terribile e seduttiva. Coloro che lo abbracciano si scoprono ogni giorno più corrotti, sia fisicamente che spiritualmente.

Storia del caos nel mondo di Warhammer

In pochi perniciosi tomi si narra di come il caos irruppe nel mondo corrompendolo irrimediabilmente, ma molte sono le leggende che circolano, tramandate dai nani e dagli elfi, poiché quando il male arrivò, la razza dell’uomo era ancora ai suoi albori, primitiva e animale. La leggenda più verosimile e conosciuta parla di un grande cataclisma che ebbe origine nell’estremo nord, tale da strappare il velo che separa il mondo reale dal reame del caos; da quel passaggio sciamarono infinite creature, e quelli che ora sono conosciuti come i venti della magia scorrevano vigorosi e incontrollati, modificando in modo distorto e corrotto tutto ciò che di vivente si trovava sul loro passaggio. Sia i nani che gli elfi attribuiscono il merito alla propria razza, ma qualcuno dopo decenni e secoli di distruzione riuscì a chiudere il passaggio, che però rimase aperto per un piccolo spiraglio, e da quello ancora oggi soffiano nel mondo i venti della magia utilizzati dai maghi, e certe volte anche qualche infima creatura di quel pernicioso reame riesce a passare. Creature più pericolose e maligne si affidano invece alla stoltezza degli uomini e alla loro debolezza per poter ottenere forma fisica e giungere nel mondo, richiamate con i venti della magia. Le zone più vicine al cataclisma, le Desolazioni del Caos, rimangono tutt’ora inabitabili dalle genti civili, trasformate in luoghi di morte, continuamente contorte e in perenne mutamento, dai boschi di piante senzienti agli animali che cambiano aspetto in base alle carni di cui si cibano, dalle popolazioni barbare ai villaggi evanescenti, tutto è mortale e aberrante in quelle maledette lande, e chi da incorrotto e sano vi mette piede torna solo folle e sfigurato, oppure non torna affatto. In tali luoghi il velo che separa la realtà dai reami del caos è assai fragile e certe volte nascono spontaneamente dei passaggi temporanei che i demoni usano per entrare nel mondo e guidare le tribù barbare a rispettare i voleri dei quattro oscuri; ciclicamente inoltre lo spiraglio nell’estremo nord si dilata, seppur di poco, rafforzando gli adoratori del pernicio e i demoni, e quello è il segnale, l’ordine silenzioso degli dei del caos di scendere a sud per conquistare il Vecchio Mondo e trasformarlo in una landa di morte e mutamento. Il peggiore incidente nella storia recente è stata la grande incursione di circa 300 anni fa, quando le orde del caos attaccarono in massa le terre del Kislev.

I quattro grandi poteri del caos e il caos indiviso

Le più potenti tra le entità del caos sono quelle conosciute tra i mortali come le divinità oscure, o i poteri della rovina, e nessuno sa di preciso come abbiano avuto origine, né se siano vere divinità o demoni dai poteri inimmaginabili. Per la fortuna del Vecchio Mondo questi esseri non possono manifestarsi pienamente nel mondo reale, ma posseggono un infinito numero di demoni a loro asserviti, e spesso da loro creati, che in infauste circostanze e con l’aiuto degli adoratori del pernicio riescono a giungere alle nostre porte e a rimanervi, causando mali ed enormi sofferenze. Questo grande potere di cui gli oscuri dispongono da millenni affascina le creature dei reami mortali, che per disgrazia o folle volontà si avvicinano ad esso, e ne basta un piccolo assaggio per cedere ad un male senza ritorno; e gli oscuri sono ben contenti di irretire e illudere gli umani, per trarre forza dalla loro devozione e per muoverli come sacrificabili pedine al lento disfacimento del mondo. Si dice che un giorno, quando tutte le razze saranno inevitabilmente piegate al male, i quattro oscuri potranno farsi ossa e carne, e al loro primo passo nella realtà il mondo si spezzerà in otto parti e ogni cosa avrà fine. 

Vi sono abbiette creature che non venerano necessariamente un dio oscuro in particolare, ma traggono benedizioni da ognuno di loro in base alle necessità del momento, in accordo con il proprio egoismo e con la brama di potere; alcuni credono addirittura che gli dei oscuri non siano altro che quattro aspetti in conflitto di una singola divinità chiamata la Grande Bestia, ma poco importa quale che sia la verità, quando un campione si erge come nefasto araldo dei quattro, tutte le tribù e le sette si riuniscono sotto il suo vessillo, la stella a otto punte, simbolo del caos indiviso, e marciano per portare distruzione e morte nel Vecchio Mondo. Ciò accade ciclicamente dall’alba dei tempi, e gli uomini del Kislev e dell’Impero dopo ogni stentata vittoria si preparano a reggere la successiva ondata del pernicio, attendendo per decennio addirittura per secoli il suo arrivo. Per rafforzare la tesi che queste entità prendano potere dagli istinti più bassi e animali dei mortali basta venire a conoscenza di alcuni dei loro molti nomi.

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